– Perché facciamo il male?

– Perché è facile, comodo, a volte conforante, ci evita di attraversare una crisi, ci evita di diventare noi stessi.

Il male è molto bravo a coccolare: “Dormi bambino, dormi…”

Cristo pietà

“Se la perfezione è camminare io ed Eluana siamo un disastro, se invece è essere ce la caviamo benissimo. “

Non fa una grinza. Ricorda l’aforisma di Einstein: ‘Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dall’abilità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la vita a credersi stupido’. A fare la differenza – spiega allora Matteo – è l’amore, l’unica condizione che renda felice una situazione come la sua. «Ora Fabo, passato da una vita superattiva a un’altra direi opposta, vede solo il dolore, dunque è chiaro che vuole sparire. Se avesse attorno a sé tutto l’amore che ho io, non cadrebbe nella trappola di misurarsi sulla perfezione fisica, ma sulla sua anima intatta». È questione di categorie, insomma: «Se usi quelle dei radicali, noi siamo dei poverini, se però scopri categorie che prevedano la libertà di essere diversi, noi siamo la massima espressione di libertà».

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Nel frattempo Fabio è morto, preghiamo per lui.

Il male morale non è nulla, ma è semplicemente lo scarto tra ciò che succede e ciò che dovrebbe succedere.

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Il male che si riceve, a volte ti rimette sotto gli occhi il male fatto anche se dimenticato.

Padre Santoro Martire.
Ucciso in Turchia nel 2006 da un ragazzo turbato dalle vignette sull’Islam.